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Le infinite storie di un burattino

Penso che questo libro lo abbiano letto davvero tutti. 

E da bambini chissà quanti pianti e anche quante risate ci avete fatto su. Il primo nome di quest'opera fu "storia di un burattino", che poi, a dirla tutta, Pinocchio è una marionetta, ma vabbè...

Lo sapevate che il libro ha più di 240 traduzioni? E ce ne è una che vi lascerà a bocca aperta (l'ho scritto alla fine). 

Per non dire del fatto che Tolstoj (Alexey, non Lev) ne ha scritta una sua versione, intitolata "le avventure del burattino". 

La storia ebbe da subito un grande successo. Pensate che la pubblicazione delle avventure partì sul "giornale per i bambini" nel 1881, ma ad un certo punto Carlo Lorenzini, detto Collodi, decise di porre fine alla storia in maniera un po' truce: Pinocchio muore impiccato nel campo dei miracoli per colpa del Gatto e della Volpe. 

Ma il moto di protesta dei bambini, a cui quel finale non garbava punto, fu così forte che Collodi dovette inventarsi la figura della Fata Turchina che accorresse a salvarlo. 

D'altronde non era proprio un finale adatto ai pargoli...

Ma Pinocchio è una favola o una fiaba? (ebbene sì, c'è differenza tra i due generi). Ecco, io penso che la grandezza di quest'opera sia proprio questa: mantiene la struttura letteraria e morale delle grandi favole della classicità greco romana (Esopo, Apuleio) ma anche la leggerezza, la gaia fanciullezza delle fiabe classiche del primo '800 (Andersen, Grimm, Perrault ecc.).

Ed ora la notizia più assurda che conosca su Pinocchio: nel 2017 il libro è stato tradotto in Emoji Italiano!!! Un progetto linguistico interessantissimo curato da Francesca Chiusaroli docente di Linguistica generale dell’Università di Macerata, la professoressa di Traduttologia e Traduzione specialistica all’Università di Napoli “L’Orientale" Johanna Monti ed il ricercatore indipendente Federico Sangati, per i tipi di Apice Libri. 

Io non c'ho capito niente...

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