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Ignazio Silone: nato il 1° maggio, scrittore degli ultimi

La coincidenza è quasi troppo bella per essere vera, eppure è autentica: Ignazio Silone, pseudonimo di Secondino Tranquilli, nacque a Pescina il 1° maggio 1900, il giorno della Festa dei Lavoratori, ed è stato uno degli scrittori italiani che più ha dato voce proprio agli ultimi, ai contadini, agli oppressi.

Non è solo una curiosità di calendario: la sua nascita nel giorno simbolo del lavoro sembra quasi un destino.

Il suo romanzo più celebre, Fontamara, emblematico per la denuncia della condizione di povertà, ingiustizia e oppressione sociale delle classi subalterne, è stato tradotto in innumerevoli lingue; tra il 1946 e il 1963 ha ricevuto dieci candidature al Premio Nobel per la letteratura.

E la sua vita è stata coerente con quella nascita: tra i 17 e i 18 anni si trasferisce a Roma dove s'immerge del tutto nella lotta politica. Nel 1921 partecipa alla fondazione del Partito Comunista d'Italia.

Poi però ruppe con Stalin, andò in esilio in Svizzera, e fu proprio lì, solo e malato, che scrisse i suoi romanzi più importanti.

Silone si è sempre definito con orgoglio un "terrone" legato alla sua terra e alla cultura contadina, ma è stato anche un uomo dove per tutta la vita ha prevalso l'istinto rivoluzionario.

Nato il giorno dei lavoratori, ha scritto tutta la vita per loro.

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