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FUTURBOTTE DA ORBI

Che ci fanno Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Filippo Tommaso Marinetti, due grandi pittori e il fondatore del Futurismo, in una afosa domenica di fine giugno 1911 ad un tavolino di un bar nel centro di Firenze? 

Semplice, aspettano Ardengo Soffici, pittore, illustratore, fondatore della famosa rivista "la Voce". 

Soffici effettivamente è seduto ad un tavolino in compagnia di Medardo Rosso. 

Boccioni si alza e gli si avvicina. Vorrà discorrere di arte, di letteratura, di cultura in generale? 

Vorrà discettare con cortesia del recente articolo in cui Soffici criticava pesantemente il futurismo e in particolare i due pittori? 

Magari. Appena arrivato al tavolino e sinceratosi della identità di chi lo occupava, Umberto Boccioni gli molla un ceffone poderoso

Soffici non ci sta e risponde all'attacco. 

Gli amici dell'una e dell'altra parte si uniscono alla zuffa e ne nasce una rissa ragguardevole

La scena si ripeterà la sera dopo, quando Ardengo Soffici vorrà rendere la pariglia ai giovani futuristi alla stazione di Firenze, in partenza per Milano.

Un po' di lividi per fortuna e niente di più. 

Ma una grande risonanza pubblicitaria per tutti i partecipanti

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